Sanguinamento anale: quando preoccuparsi?

Il sanguinamento anale ha origine da lesioni dell’ano, del canale anale o del tratto intestinale a monte e può capitare a moltissime persone nella vita. Le cause possono essere diverse e spesso la perdita di sangue si risolve con semplicità.

In questo articolo voglio offrirti una panoramica per capire meglio perché possono manifestarsi queste problematiche, come agire per capirne la causa e come evitare peggioramenti.

Come si presenta il sanguinamento e quali sintomi possono accompagnarlo

Di solito ci si accorge della perdita di sangue dalle macchie sulla carta igienica o da chiazze sul water dopo la defecazione, oppure perché le feci sono miste al sangue. Possiamo distinguere questa perdita in base al suo colore e alla quantità. 

In caso di sangue anale rosso vivo parliamo di ematochezia se di piccola entità e di rettorragia se piu abbondante, proprio perché l’origine della perdita viene dal retto, mentre se il sangue è scuro/nero (melena), allora proviene dalle zone più lontane del tratto digerente alto

Inoltre, come sopra indicato, le perdite si distinguono in abbondanti, proctorragia o rettorragia, o di lieve entità, ematochezia.

Ad esse talvolta si associano altri sintomi, come il prurito o il dolore all’ano. In base alla causa scatenante, il sanguinamento può essere accompagnato da diarrea o stipsi. Il sangue può presentarsi anche misto a muco per la presenza di un’infiammazione o, meno di frequente, per un polipo o di tumore.

È molto importante ascoltare la descrizione che i pazienti fanno del loro sanguinamento. Questo vale sia per chi come me è un proctologo specializzato, sia per il medico di base: è proprio da queste prime informazioni che possiamo cominciare a comporre la nostra diagnosi.

Le cause e i fattori di rischio del sanguinamento anale

1- Emorroidi : si tratta di normali strutture anatomiche che talvolta vanno incontro a rigonfiamenti nell’ano che, quando si disepitelizzano o s’infiammano, possono sanguinare;

2 – Ragadi anali : sono delle piccole ferite (tipo un piccolo taglio lineare) che si creano sulla pelle che riveste l’ano (anoderma), provocate spesso da varie cause come la disidratazione, l’ipovitaminosi, i traumatismi causati da feci troppo dure o perché si è inserito nell’ano un corpo estraneo;

3- Scarsa coagulazione del sangue: alcune patologie, come il diabete, o uso di medicinali anticoagulanti, come quelli assunti dalle persone cardiopatiche, talvolta provocano dei sanguinamenti che tardano ad arrestarsi;

4- Polipi intestinali : sono delle piccole protuberanze (benigne e potenzialmente evolutive verso la malignità) localizzate nel retto o nel colon, che possono sanguinare, sebbene di solito siano asintomatiche;

5 – Colite ischemica: è una condizione frequente nelle persone anziane e consiste nella riduzione del flusso sanguigno del colon;

6 – Diverticoli: sono delle piccole sacche che si formano per lo più nel colon a causa degli strati interni del colon che protendono all’esterno dello stesso, spuntando tra gli strati sieromuscolari del viscere .

Le cause poco frequenti o rare

1 – Sindrome dell’intestino irritabile: si tratta di un disturbo comune del tratto digerente che provoca gonfiore, crampi addominali e diarrea o stipsi. Quando gli attacchi sono molto forti o frequenti possono causare delle ragadi che sanguinano;

2 – Colite ulcerosa: è un’infiammazione cronica del colon che causa diarrea, crampi all’addome e a volte perdite di sangue dal retto;

3 – Tumore all’ano o del colon-retto: in questo caso, di solito il sangue è misto al muco, anche se il muco è più spesso sintomo di una lesione infiammata.

Quando preoccuparsi se esce sangue dall’ano e a chi rivolgersi

Quando un paziente mi contatta per un sanguinamento anale, per prima cosa ho bisogno di capire la frequenza e l’entità della perdita. Se la perdita è lieve o moderata, allora basterà fissare una visita proctologica (link -> pagina servizi/visita proctologica) il prima possibile. 

Soltanto nel caso in cui la perdita sia molto abbondante, indico al paziente di recarsi il prima possibile al pronto soccorso. In questo caso è fondamentale agire subito, perché potrebbe esserci un’emorragia che va arrestata e gestita nell’immediato.

Consiglio sempre di contattare anche il medico di base, il quale conosce già bene tutta la storia pregressa dei suoi pazienti. Grazie al triangolo paziente-medico specialista-medico di base, possiamo allearci per raggiungere il benessere migliore possibile per il paziente.

Inoltre, è bene evitare di sottovalutare le perdite anche in caso di patologie che causano sanguinamenti frequenti. In questi anni ho notato che spesso le persone con emorroidi evitano di farsi visitare con costanza perché sono abituate al sanguinamento. Una perdita di sangue, però, potrebbe indicare la presenza di altre lesioni che ancora non si riconoscono e che vanno identificate e curate.

Cosa fare in attesa della visita specialistica 

Prima della visita specialistica nel mio studio medico, potrei prescrivere delle analisi del sangue da presentare il giorno della visita. Questo servirà a monitorare alcuni dati importanti, come l’emocromo ed il profilo coagulativo, utili per controllare la coagulazione del sangue, soprattutto nelle persone che soffrono di patologie cardiovascolari ed assumono terapie anticoagulanti.

Se il paziente prova dolore, posso anche suggerire una terapia a base di paracetamolo o di farmaci FANS. Inoltre, chiedo sempre di consultare anche il proprio medico di base, che potrà prescrivere immediatamente qualsiasi terapia necessaria sulla base dello storico del paziente. La consultazione con il medico di base è fondamentale anche per avere una sua valutazione sul paziente al momento della mia visita specialistica.

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