Esami endoscopici: perché non bisogna aver paura?

Molti pazienti hanno paura degli esami endoscopici come la gastroscopia e la colonscopia. Alcune persone hanno avuto esperienze negative a causa di personale poco esperto; altre si apprestano per la prima volta a questo tipo di esame e temono di provare dolore; altre ancora hanno paura di ciò che possono scoprire sulla propria salute o hanno timore della sedazione.

A confondere le acque c’è anche la cattiva informazione su internet riguardo questi esami, che rischia di creare maggiori resistenze anche laddove non c’è alcun bisogno di preoccuparsi. 

Certo, è del tutto naturale provare timore per un possibile esito negativo, come anche avere ansia nell’affrontare un esame clinico delicato. Proviamo allora a fugare le paure principali, rispondendo alle domande più frequenti dei miei pazienti prima di effettuare una gastroscopia o una colonscopia



La gastroscopia o la colonscopia fa male?

Gli esami endoscopici non sono dolorosi, anche se si sente un po’ di fastidio quando si fa passare la sonda endoscopica. Per ridurre questa sensazione al minimo si fa ricorso alle tecniche più avanzate, assieme a un’esperienza consolidata che rende la mano dello specialista più delicata.

Ad esempio, per la colonscopia è l’aria che viene insufflata nell’intestino a creare un maggior disagio: per questo nel mio studio viene sostituita con l’acqua, grazie alla tecnica warm colonscopy (colonscopia calda) con Total Water Exchange ossia l’utilizzo del lavaggio che completa e pulisce meglio il colon e agevola l’esame. 

Nella gastroscopia, invece, è il passaggio della sonda che attraversa il cavo orale, il faringe e l’esofago ad essere fastidioso. Alcune persone temono di poter vomitare percependo uno stimolo sulla base linguale o un reflusso gastroesofageo oppure hanno una certa sensazione di soffocamento, nonostante l’aria riesca a passare bene. Per questi motivi, prima dell’esame viene usato sempre uno spray anestetico per la gola a base di lidocaina, che abbassa la sensibilità del faringe  e riduce al massimo il fastidio.

Si può provare dolore moderato in alcune colonscopie e solo in alcune situazioni particolari anatomiche (aderenze addominali, stenosi diverticolari, accentuazione eccessiva angolazioni coliche) o se ci sono stati fisiologici di dolore già presente (ciclo mestruale, cisti ovariche) o ci sono delle patologie specifiche: in questi casi si ricorre alla sedazione per procedere senza sofferenza.



La sedazione è sempre necessaria?

In genere consiglio la sedazione cosciente perché permette un rilassamento più rapido e di conseguenza anche l’esame diventa più semplice e veloce. In particolare, è sempre indicata per chi prova una certa ansia nei confronti del procedimento dell’endoscopia e per coloro che hanno patologie particolari che potrebbero rendere doloroso il passaggio della sonda.

Le tipologie di sedazione sono diverse e vengono scelte sia in base alle necessità fisiche, che allo stato d’animo della persona visitata, che deve essere sempre coinvolta per raggiungere la soluzione più adatta a lei. Infatti, è possibile effettuare una sedazione cosciente per via endovenosa oppure per inalazione. La seconda opzione, ad esempio, è molto utile nel caso in cui si abbia paura degli aghi, e dà buoni risultati.

Ovviamente, la sedazione è anche una scelta personale e per tanto si può scegliere di non farla, una volta ricevute tutte le informazioni necessarie per valutare i pro e i contro. È un diritto lecito e diverse persone, anche nel mio studio, spesso scelgono di evitare i sedativi. Alcune vogliono avere una piena lucidità durante l’esame e altre desiderano tornare immediatamente a lavorare o alle loro attività, senza aspettare che finisca l’effetto del sedativo o dell’anestetico. Di frequente, le persone che hanno già effettuato più di un esame endoscopico evitano la sedazione, perché con l’abitudine si rendono conto di quanto questi esami in mani esperte in realtà non arrechino dolore.

Dopo la gastroscopia o la colonscopia si hanno fastidi?

L’anestetico spray per la gastroscopia intorpidisce la gola per un po’, circa venti minuti in genere, ma oltre a questo non ci sono fastidi dopo l’esame.

Con la colonscopia, invece, l’introduzione di aria fatta con le vecchie tecniche era ciò che creava maggiori disagi, perché poteva lasciare un certo senso di gonfiore. Usare l’acqua al posto dell’aria, come accade nel mio studio, diminuisce notevolmente questa sensazione fastidiosa e la fa passare anche con più rapidità.

Anche la sedazione arreca qualche fastidio, come sonnolenza e torpore. Perciò è necessario attendere che gli effetti siano scomparsi del tutto prima di tornare a mangiare e occorre che ci sia qualcuno che accompagni la persona visitata, perché non potrà guidare subito dopo l’esame.

Gastroscopia e colonscopia: quando sono assolutamente necessarie e quando si possono evitare

Gli esami endoscopici si possono evitare solo quando il paziente sta sperimentando i primissimi sintomi o se questi sono molto lievi. Per sapere se davvero se ne può fare a meno bisogna consultare il medico curante, che stabilirà il percorso da seguire per la diagnosi e la guarigione.

La gastroscopia e la colonscopia sono esami standard per diverse patologie e disturbi a carico del tratto digestivo; pertanto, è importante farsi coraggio ed effettuarle per raggiungere un esito certo sulla propria salute. Spesso capita, ad esempio, che qualche paziente nel mio studio tema di scoprire un tumore o qualche patologia che possa cambiare la sua vita in negativo. Senza questi esami, sarebbe impossibile scoprirlo e in realtà il più delle volte permettono di prevenire peggioramenti o di prendere la situazione in tempo.

Infatti, per il tratto intestinale non ci sono esami sostitutivi che consentono di osservare in maniera altrettanto chiara lo stato dei suoi organi interni.

Quand’è, allora che la gastroscopia o la colonscopia sono assolutamente necessarie? Ad esempio, ogni volta che:

-si ipotizza una patologia a carico del tratto digestivo alto o basso;

-i sintomi sono frequenti e compaiono più volte nel tempo;

– ci sono sintomi importanti, come sanguinamenti, dolore forte o scarsa capacità digestiva.

 

Se hai dei sintomi evidenti o nella tua famiglia ci sono persone con patologie al tratto digestivo, recati dal tuo medico di famiglia oppure consulta il mio studio a Sassari per ricevere le prime indicazioni verso una diagnosi precisa.

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